venerdì 6 febbraio 2009

Ho perso le parole

Tra un dl sulla sicurezza, che vieta l'accesso alle cure mediche ad una parte della popolazione, solo perché costituita da un esercito di disgraziati che arrivano da chissà dove in cerca di una vita migliore - che mi pare un diritto assolutamente prioritario su tutto il resto, tra l'altro -, e un decreto legge approvato fulmineamente per non perdere l'appoggio dello Stato Vaticano e di tutte le sue appendici e bassezze e che calpesta senza pietà - nè carità cristiana - la dignità e la libertà di pensiero e di azione di quanti sono squassati dalla disperazione e dalla sofferenza, non riesco a scrivere. Dal dolore, signori, non mi viene neanche da urlare. Resto così, con la bocca spalancata per un grido al quale qualcuno pare abbia tolto l'audio. Sono sfinita e misuro la mia impotenza. Mi chiedo quali siano le parole da usare e se ce ne siano, adesso.

martedì 27 gennaio 2009

Chi non ha memoria, non ha futuro

Regina Kenigswein, il marito Samuel e i loro due figli, passarono delle notti nella gabbia dei leoni, altri "ospiti" in quella dei pavoni, altri ancora nel sottosuolo, e anche all'interno della villa bauhaus, sgusciando tra armadi a doppio sfondo, pareti scorrevoli, tunnel cunicoli. Furono circa trecento gli ebrei salvati dal direttore dello zoo di Varsavia Jan Zabinski e da sua moglie Antonina negli anni dell'occupazione nazista: li nascosero nel cuore della città, in quello che era stato un magnifico parco per animali selvaggi da loro trasformati in un sistema di rifugi in piena attività fino al 1944. Il figlio Rys (che vuol dire lince) spesso era addetto a portare il cibo nelle "tane" di questa strana arca di Noè.
Ora un libro di Diane Ackerman (Gli ebrei dello zoo di Varsavia, Sperling & Kupfer, pagg.360, euro 18,50) rievoca l'eroico coraggio di questa famiglia speciale. E allora questa è l'occasione adatta per ricordare che i Giusti tra le Nazioni polacchi (il titolo attribuito dallo Yad Vashem di Gerusalemme a chi ha protetto le vite degli ebrei durante lo sterminio nazista) sono 6.066.
E anche che chi non ha memoria, non ha futuro.

mercoledì 21 gennaio 2009

Questione di principio - Parte seconda

"E' venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l'idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tuti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza".

Barack Hussein Obama, 44mo Presidente degli Stati Uniti

(Foto Ap)

lunedì 19 gennaio 2009

La classe operaia? Resta nel limbo


















Ce la racconta una mostra a Dalmine.

(Da Repubblica.it)

giovedì 15 gennaio 2009

Questione di principio

Il diritto alla felicità mi viene in mente ogni volta in cui mi capita in mano la Costituzione.
Non è una scempiaggine perché manca, non c'è proprio, neanche minimamente abbozzato. Ok, qualcuno potrà ritrovarlo nel suo diritto al lavoro, nella giusta retribuzione, nella libera espressione del pensiero o negli articoli relativi alla famiglia o chesso' io. Massimo rispetto. Ma in toto non è contemplato, non è stato considerato.
Qualcuno dovrebbe spiegarci perché. E non citatemi la Dichiarazione dei diritti universali, che è un'altra storia. E' nei principi fondamentali che non c'è il diritto alla felicità di ciascuno, il diritto alla felicità. Coraggio, non è poi così difficile.

domenica 11 gennaio 2009