
"Credo che per fare del buon giornalismo si debba innanzitutto essere degli uomini buoni. I cattivi non possono essere buoni giornalisti". Ryszard Kapuściński, Autoritratto di un reporter
martedì 22 gennaio 2008
Gli ultimi giorni di Gaza

mercoledì 16 gennaio 2008
Un marziano in Italia

Quello che più rattrista è la distanza di questo papa dalla gente. Cosa risaputa fin dall'inizio del suo pontificato. E' questa una delle ragioni per le quali ogni volta che proferisce parola, dispensa pareri, emana sentenze, finisce col gettare benzina sul fuoco. E la crepa si fa sempre più profonda. Qui non c'entra l'essere credenti o meno. Quello che non riesco a capire è dove "l'Italia dovrebbe vergognarsi".
Lo sostengono all'unanimità politici (e a questi ci siamo assuefatti. Tanto, non fanno che sproloquiare e pontificare dai banchi di Montecitorio con modi ed esiti per nulla edificanti, almeno nel 90% dei casi) e uomini dell'informazione, quelli che dovrebbero avere la schiena talmente dritta da riuscire a spiegare quanto accade senza schierarsi da una parte o dall'altra.
Dovessi spiegare a un marziano la notizia del giorno, riassumerei così:
1. Il rettore della principale università romana invita il papa a tenere un intervento in aula magna durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico.
2. Alcuni prof e una parte degli studenti dicono "no grazie" e manifestano il loro dissenso come si è sempre visto fare in una qualsiasi università dal '68 ai giorni nostri: cortei, striscioni, collettivi, occupazioni. (A questo punto proverei a spiegargli anche, en passant, il significato delle parole scritte e urlate - come l'abusata "laicità" -, i riferimenti alla storia personale di un certo Galileo, scorrerei con lui alcuni punti del c.v. del cardinal Ratzinger - lo ammetto, con una certa malizia - e la tendenza italica a strumentalizzare ormai ogni parola e gesto per desolanti fini politici)
3. Il Vaticano emana un comunicato in cui si spiega che il papa ha deciso di "soprassedere alla visita". In altre parole, Benedetto XVI se ne sta nei suoi appartamenti. Motivo ufficiale: si teme per la sua sicurezza.
A questo punto il marziano mi chiederebbe se in Italia conosciamo la libertà di espressione, la tolleranza, il diritto al dissenso. Sì, sì, sì, risponderei io. Il papa sarebbe andato, i ragazzi avrebbero manifestato, chi voleva avrebbe assistito, gli altri amen. E allora cosa è successo di tanto terribile? (Visto che il mio marziano è anche cinico, infierirebbe) Non siete voi cattolici i paladini del dialogo e dell'accettazione del diverso? Ma quale vergogna, è una tristezza infinita. E a questo punto, mi sento autorizzata a soprassedere anch'io.
mercoledì 9 gennaio 2008
Hillary? Chiagne 'o muort e...

lunedì 31 dicembre 2007
Discorso di fine anno

Roberto era votato allo straordinario, lo faceva per sua moglie e i suoi bambini. Al suo arrivo in ospedale, non faceva che chiedere di loro.
Angelo l'avevano trasferito a Terni. Ma, con la famiglia a Torino, ditemi voi se quella poteva essere considerata una sistemazione soddisfacente.
Per Bruno quello doveva essere l'ultimo giorno di lavoro in fabbrica. La sua vita nuova l'avrebbe iniziata dando una mano alla fidanzata con la gestione del bar.
Dopo una vita di lavoro, Rocco a fine mese sarebbe andato in pensione e finalmente si sarebbe dedicato esclusivamente ai suoi affetti.
Rosario non doveva essere di turno, lo aveva scambiato con un suo collega. Del resto, piccole cortesie di questo genere, sul posto di lavoro, vanno e vengono.
Giuseppe ha lottato come un leone. Tra tre giorni lo avrebbero sottoposto a un trapianto di cute. Ma "Mase" - come lo chiamavano gli amici - è rimasto aggrappato alla vita soltanto fino a ieri.
Le hanno chiamate "morti bianche", come se alle morti ingiuste si potesse affibbiare un colore. Sono i morti della Thyssen Krupp di Torino, il più giovane aveva 26 anni, il più anziano 54.
Il presidente Napolitano ha parlato anche di loro nel discorso di fine anno. Serve giustizia e serve che quelle famiglie non vengano abbandonate. Pretendiamo più controlli. E coscienza. E senso di responsabilità.
sabato 29 dicembre 2007
Il sabato del villaggio

E in Italia? La Uil ha un'idea. Anche la Cgil. E pure la Cisl. Uh, anche Confindustria. E dal governo arrivano belle parole. Sempre sullo stesso settimanale il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, afferma di voler "agire su due versanti per migliorare il potere d'acquisto. Uno è il modello contrattuale, l'altro la pressione fiscale". Frasi sante. E l'opposizione? Che dice l'opposizione? "E' ora che anche la politica inizi a spendere meno, e meglio". Ma che belle parole. E visto che il 2007 sta volgendo al termine, anche a me viene da dire la mia: "Questo di sette è il più gradito giorno/ pien di speme e di gioia:/ diman tristezza e noia / recheran l'ore, e al travaglio usato/ ciascuno in suo pensiero farà ritorno" - Giacomo Leopardi, "Il sabato del villaggio"
venerdì 28 dicembre 2007
Giornalisti: un segreto lievemente professionale
Palermo, 27 dicembre 2007. La polizia su mandato della Procura di Palermo ha effettuato nel pomeriggio una perquisizione nella redazione palermitana del quotidiano "La Repubblica". Un blitz a sorpresa, durante il quale sono state perquisite le postazioni di lavoro e le abitazioni dei giornalisti Francesco Viviano e Alessandra Ziniti (autori degli articoli sul libro mastro del boss mafioso Salvatore Lo Piccolo) e del caporedattore Enzo D´Antona, e sono stati portati via i loro tre pc. L´ipotesi di reato contestata è rivelazione e utilizzazione di segreti d´ufficio, in relazione alla pubblicazione del libro mastro del boss mafioso Salvatore Lo Piccolo. Il provvedimento ha suscitato scalpore. (…)(Fonti: Ansa e http://palermo.repubblica.it/).
E pensare che:
"Con le sentenze Goodwin, Roemen e Tillack, la Corte di Strasburgo impone l'alt alle perquisizioni nelle redazioni e tutela le fonti dei giornalisti. Pm e giudici italiani devono indagare solo sui loro collaboratori (che "spifferano" le notizie) e non su chi riceve l'informazione in maniera pulita". (http://www.francoabruzzo.it/)
giovedì 27 dicembre 2007
Benazir, Benazir: cosa non abbiamo fatto?
